Nebbiolo del Rosa: il racconto delle denominazioni dell’Alto Piemonte

87539960_1563533157131200_9190873123132538880_o

Sabato 22 febbraio, a Torino, ha preso il via la settimana edizione della manifestazione organizzata da AIS Piemonte per presentare le denominazioni dell’Alto Piemonte, la prima con questo nome: Nebbiolo del Rosa.

Un focus dedicato al 40ennale della DOC Bramaterra, con due emozionanti degustazioni sulla storia e il territorio. Il numeroso pubblico accorso in via Modena 23 ha potuto incontrare 48 produttori provenienti da tutta la denominazione: Lessona, Boca, Gattinara, Ghemme, Fara, Sizzano, Coste della Sesia e, ovviamente, Bramaterra.

I vini, prodotti in quest’area, che interessa le provincie di Biella, Vercelli, Novara e Verbano-Cusio-Ossola – ha commentato Mauro Carosso, responsabile della didattica AIS del Piemonte e delegato di Ais Torino, nonché ideatore e coordinatore dell’evento – sono accomunati dall’appartenenza a un territorio di grande complessità geologica, ai piedi del Monte Rosa e sull’area dell’antico supervulcano della Sesia, da condizioni pedoclimatiche uniche e da una lunga tradizione storica, che affonda le sue radici nel Medio Evo.

Due le masterclass dedicate al Bramaterra: quella dell’annata 2015 ha messo in evidenza una qualità decisamente elevata in tutti i campioni, con una sorprendente declinazione dei diversi substrati geologici che il territorio presenta e a cui il vitigno nebbiolo sa dare voce e restituire con incredibile precisione di dettagli organolettici. Nel viaggio emozionante nelle annate storiche, i partecipanti hanno avuto il privilegio di degustare bottiglie rarissime, dal 2006 sino al 1969, incontrando vini di sorprendente eleganza, ancora ricchi di tensione gustativa anche nei campioni di oltre 50 anni, dai colori affascinanti, dalle evoluzioni olfattive nobilissime e vitali e minerali nelle sensazioni di bocca.  

L’introduzione storica è stata affidata a Roberto Marro, mentre l’agronomo Michele Colombo ha raccontato i momenti salienti del territorio e della sua consapevolezza legata al processo di ottenimento della DOC Bramaterra. È stata importante la partecipazione degli stessi produttori, dalla generazione dei giovani che stanno portando nuova linfa alla denominazione fino ai decani del Bramaterra, come Odilio Antoniotti. Momento unico, di commozione, il ricordo della figura di Umberto Gilodi narrato dal nipote che ha partecipato all’evento, su invito di Ais Piemonte, ricordandone la figura profonda, sfaccettata, ricca negli innumerevoli spunti culturali a 360°, anch’egli tra i più attivi nella costituzione della DOC nel 1979.

Articolo di Andrea Dani

 

 

Condividi sui social
Altri articoli