Alla scoperta del patrimonio artistico rinascimentale dell’Alta Langa

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Alla scoperta del patrimonio artistico rinascimentale dell’Alta Langa

L’AIS Piemonte amplia gli obiettivi di ambasciatrice culturale: i sommelier piemontesi escono dall’ambito vinicolo, della gastronomia e dell’olio, e approcciano il mondo del patrimonio artistico regionale.


Articolo di Paolo Manna pubblicato


Ieri, 31 marzo,  l'Ais Torino ha proposto un insolito evento, che ha coniugato i piaceri dello spirito – l’arte – e della gola – l’enogastronomia, accompagnando i suoi soci e simpatizzanti alla scoperta del patrimonio artistico rinascimentale dell’Alta Langa, sotto la guida di Ilario Manfredini, storico e sommelier.

L’itinerario artistico ha presentato alcune delle eccellenze artistiche dell’Alta Langa, conosciute come le “cappelle sistine” del Monregalese. 

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Prima tappa, la chiesa di San Fiorenzo di Bastia di Mondovì, costruita tra il XIII e il XIV secolo, che conserva al suo interno uno dei più importanti e intatti cicli pittorici tardo gotici del Piemonte occidentale. Le pitture, completate nel 1472, furono realizzate da alcuni artisti formatisi alla scuola di Pietro da Saluzzo e di Antonio da Monteregale, e raffigurano scene dell’Infanzia e della Passione di Cristo, storie della vita di San Fiorenzo e di Sant’Antonio Abate.

Straordinaria la raffigurazione della Gerusalemme celeste con le opere di misericordia e dell’Inferno con al di sotto la cavalcata dei vizi. Queste ultime iconografie furono rappresentate nel corso del Quattrocento in molte chiese e cappelle campestri sparse tra le aree rurali e le vallate montane dalla Val Susa sino alla Liguria.

Altri spazi pittorici della chiesa raccolgono gli affreschi del presbiterio, con San Francesco e San Domenico ritratti sui pilastri dell’arco trionfale.

A pochi chilometri, nel comune di Cigliè, si ammira l’affascinante cappella romanica di San Dalmazzo Cigliè, con all’interno un importante ciclo d’affreschi datato 1573, che rappresenta le Storie della Passione di Cristo mentre l’abside è decorata con un’imponente Annunciazione caratterizzata da elementi stilistici che la riconducono ai pittori operanti presso la corte sabauda nella seconda metà del Cinquecento (Giacomo Rossignolo, Cesare Arbasia, Pietro Dolce).

La terza tappa ha condotto i sommelier verso il territorio della DOCG del Dogliani, presso la trecentesca cappella del Santo Sepolcro a Piozzo, di accattivante architettura romanica. Nell’abside sono conservati alcuni affreschi realizzati da Giovanni Mazzucco nel 1481, tra i pittori tardo gotici più attivi nel monregalese, raffiguranti una Madonna del latte, Sant’Antonio, San Rocco, Santa Lucia, San Michele arcangelo, San Giorgio, l’Annunciazione, la Resurrezione, e una curiosa Sacra Famiglia, dove al posto dei consueti doni dei magi sono dipinti invece una forma di formaggio, una corona d’aglio e una fiaschetta di vino.

A Piozzo merita di essere segnalata anche la cappella di San Bernardo, foto che segue, decorata al suo interno da preziosi affreschi realizzati nel 1451 da Frater Henricus, autore delle numerose scene presenti sui muri perimetrali della chiesa.

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(La versione originale dell'articolo è stata pubblicata su langheroeromonferrato.net foto di Ais Torino)

 


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